Chiedimi se sono felice

10 ottobre 2017,   By ,   0 Comments

Un giorno anche noi diventeremo delle mail che finiranno nello spam. Ragazzi rassegnatevi, lo dicono su tutti i telegiornali e neanche ce ne siamo accorti. In questo continuo flusso nevrotico di informazioni, non abbiamo colto l’unica cosa che ci fa restare umani ovvero le parole, ma quelle fatte bene, oneste e senza grande importanza comunicativa. Quelle sincere non filtrate, quelle vomitate e non digerite. A giudicare tutto ciò è l’orecchio soggettivo, la massa invece, non certificherà mai cosa è giusto e cosa è sbagliato nelle parole, in certe parole. Sarà che arriva l’autunno e la stagione delle parole diventa più intima, o sarà semplicemente che ormai ci vogliono social network per le immagini perchè – secondo alcuni – comunicano più delle parole. Sarà che gli speaker in radio non parlano più e che in televisione c’è bisogno di spettacolo, eppure le parole si utilizzano sempre ma non viene data più a loro la capacità di poter cambiare le cose, di renderci vulnerabili e di abbandonarci ogni tanto. Sarà semplicemente che non leggiamo bene come una volta e pensiamo che qualcuno lo faccia per comunicare, nulla più. Le parole non possono più essere uno strumento solamente per comunicare: devono fare male e bene. Riempire gli occhi senza alcun motivi, svuotare lo stomaco pur avendo mangiato e bruciarti la pelle. Che poi non c’è bisogno di razionalità in questo, non ci deve essere bisogno. Però la sviolinata è finita, le favole non esistono, dio forse nemmeno e quindi torniamo cinici, facciamo qualche foto e viviamo cliccando due secondi un contenuto/massimo tre per sicurezza. Mettiamo da parte tutte le parole e rassegniamoci, finiranno come una mail che diventa spam. Lo dicono al telegiornale, c’è scritto ovunque e molti ce lo spiegano. Con le parole appunto, ma non quelle parole. Comunicano sì. Ma noi non ce ne rendiamo conto e in fondo, non abbiamo capito se davanti a tutto questo siamo ancora felici.


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