Da un altro punto di vista

15 agosto 2018,   By ,   0 Comments

Prendevo il 91 dalla stazione centrale 3/4 volte a settimana. A Calderara avevo la prima fidanzatina o meglio, io pensavo di essere fidanzato, lei frequentava altri ragazzi. Vabbè, avevo l’apparecchio ai denti e odiavo il mio dentista augurandoli sempre le peggio sfighe, poi dopo 10 anni mi hanno detto che è morto dopo una brutta malattia e ci sono rimasto di merda. Con un male allo stomaco, paragonabile solamente a quando tornavo da Calderara in quei pomeriggi invernali.
Alla fermata del bus, c’erano sempre 3/4 ragazzotti piuttosto colorati e con le mutande firmate. Io avevo appena fatto la mia solita performance da soprammobile a casa della mia presunta fidanzata e ogni volta tornare indietro era un pugno allo stomaco. Perchè quei 3/4 ragazzotti mi pigliavano per il culo perchè avevo l’apparecchio e mi vestivo poco colorato, poi la mia ragazza o presunta tale, usciva con il suo ragazzo che non ero io e infine mi toccava passare vicino all’aeroporto e insomma l’aeroporto mi mette una gran ansia. I 3/4 ragazzotti facevano poche fermate, scendevano subito e ascoltavano musica di merda. Roba da truzzi. Non borazzi ma truzzi. Ora molti di loro fanno trap, qualcuno avrà pure fatto i soldi. O almeno lo spero.
Un pomeriggio in particolare, mentre ero a casa della mia presunta ragazza è arrivato il padre, che nella vita fa il militare e poi sono stato cacciato a calci in culo di casa. E lei manco è scesa per salutarmi e nemmeno un messaggio mi ha scritto. Insomma bella merda.
Poi pioveva, io sono andato in una pizzeria a mangiarmi un trancio di pizza e ho aspettato 45 minuti sotto al diluvio questo bus, con un gran mal di pancia. I soliti 3/4 ragazzotti, le mutande colorate, l’apparecchio, aeroplani eccetera eccetera. Insomma una bella merda.


A mia madre dicevo che andavo da un mio amico, mi vergognavo troppo della continua umiliazione che subivo. In pratica di Calderara di Reno per me ha sempre rappresentato un pugno allo stomaco, una gran depressione.
Con il tempo ho tolto l’apparecchio, purtroppo il mio dentista è morto, quella ragazza ha fatto due figli e io un giorno mi sono ribellato ma non mi ricordo come. Ho preso l’aereo e sono stato sempre malissimo però questo non c’entra nulla e quei 3/4 ragazzotti sicuramente fanno trap, ma credo senza successo vabbè.
A ferragosto ho preso il mio Vespino e ho deciso di andare a Calderara di Reno. Così. Perchè tutti me ne hanno parlato bene e io da 12 anni non ci sono mai tornato. I miei ricordi di Calderara si fermavano a una/due vie perchè dovevo sempre nascondermi. Guidando intercetto il 91, lo superò e sento odore di aeroporto. Gran ansia.
Calderara in realtà è un paese estremamente tranquillo e ben tenuto. Ci sono un sacco di manifestazione, spettacoli e parate. Tutte nel rispetto della cittadinanza. Un posto assolutamente da vivere o dove passare una giornata serena, senza pugni nello stomaco. Nella confusione e sorpresa della mia testa sorge pure il Cippo del Triumvirato – a Sacerno, frazione vicina – ovvero dove Marco Antonio, Ottaviano Augusto e Marco Emilio Lepido nel 43 a.C., si incontrarono e diedero vita al Secondo Triumvirato, spartendosi le province sotto il dominio di Roma.

Il Cippo del Triumvirato

Il Cippo del Triumvirato

In pratica qui partì il processo di trasformazione di Roma da Repubblica a Impero.
E io che andavo solo in una pizzeria al trancio – ora chiusa – e mi facevo prendere per il culo da 3/4 ragazzotti. Ad ogni modo è cittadina dai grandi valori storici e agricoli. Leggo le storie su internet, quasi ci rimango male quanto per il mio dentista. Respiro aria buona, mangio un boccone in un ristorante di pesce davvero di qualità poi parcheggio la Vespa e torno alla fermata del 91. Accendo una sigaretta post pranzo e qualche giovane ragazzotto con le mutande firmate amante della trap mi viene incontro.
In realtà non sembrano così stronzi anzi, forse ero proprio un babbeo io. Sta passando il 91 è Ferragosto, uno dei ragazzi grida a un altro dall’altra parte della strada di muoversi.
Forse è l’ultimo passaggio della giornata per fare qualche fermata e scendere, comunque spero riesca a farcela quel ragazzino magrino, alto e con l’apparecchio.
Se perde sto bus maledirà il suo dentista, per carità intervengo e dico all’autista di aspettare. In fretta e furia riesce a salire, i suoi amici lo prendono per il culo poi mi ringraziano.
Oggi abbiamo fatto pace con Calderara, spero diventino trapper di successo, io prendo la Vespa e mi preparo a passare dall’aeroporto. Con quello sarà dura fare pace, ma ci lavoreremo.
Nel mentre ci penso un pò.


Le immagini sono rubate da Google, penso che qualcuno di quei 3/4 ragazzotti oggi faccia il trapper ad alto livello sul serio. In realtà ne sono certo.


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