Di cosa abbiamo bisogno per fare un festival?

29 dicembre 2016,   By ,   0 Comments

La scorsa settimana abbiamo lanciato un piccolo manifesto/appello alla cittadinanza ma soprattutto a tutti gli operatori del mondo culturale Bolognese per la realizzazione di un possibile festival musicale in città. Come detto nel precedente scritto, il nostro telefono ha squillato e noi siamo molto contenti, inoltre abbiamo trovato un paio di intermediari importanti, doverosi e professionali a cui rivolgerci per mettere in piedi questa lucida follia. Per prima cosa, non vogliamo ripetere gli errori dell’anno scorso ovvero lanciare prima l’iniziativa della sua stesura pratica, errori di profondo buon senso dato che all’inizio la campagna virale era partita per gioco, in modo da stimolare l’interesse delle persone sperando di avere un riscontro dalle istituzioni; il secondo punto è quello di essere chiari e trasparenti con chi legge, d’altronde è una questione che riguarda tutti. Iniziative del genere si concretizzano solamente se c’è una scelta adeguata da un punto di vista artistico, se economicamente nessuno si fa male e quindi, se c’è un pubblico divertito oltre a un personale soddisfatto del proprio lavoro (cosa non così scontata). Siamo noi i primi volontari ma nessuno deve esserlo per forza, tutti sono tasselli importanti in un mosaico così complicato più da un punto di vista ideologico (no, con quello non ci collaboro, no con quello perchè bla bla bla) più che dall’aspetto realizzativo. 

La domanda che sorge spontanea è semplice: di cosa abbiamo bisogno per fare un festival? 

1 – entusiasmo – da parte nostra ma soprattutto da coloro che vorrebbero partecipare, attivamente e non;

2 – haters – perchè non si può mettere tutti d’accordo altrimenti qualcosa sicuramente è andato storto;

3 – sponsor – ok non vogliamo intascarci soldi per una semplice idea però bisogna poter respirare e senza rischi cercare di coinvolgere più realtà possibili;

4 – professionisti – perchè nessuno di noi arriva manco vicino ai 30 anni e pur avendo prodotto oltre 100 concerti in 6 anni di attività, avete idea di cosa sarebbe una macchina organizzativa senza burocrati esperti e persone in grado di tutelare ogni singola decisione?

5 – istituzioni – fare la guerra non porta a nulla solamente per uno spirito rivoluzionario di 40 anni fa;

6 – idee – decisive per ampliare il dibattito e non dimenticare nessuno, dai possibili luoghi al cast artistico, passando per il bar eccetera eccetera;

7 – ricerca – maniacale di  festival in giro per il mondo, in Italia, ovunque. Anche quello organizzato dalla Nonna con le sue amiche. Senza ricerca, non c’è prodotto.

8 – buon senso – siamo ragazzi giovani e nessuno di noi vuole rovinarsi la vita e il fegato per un progetto del genere;

9 – fiducia – nei confronti di tutti, altrimenti vivere con la paura di poter fallire qualche passo o sbagliare risulterebbe stucchevole. Ci saranno errori ma bisogna pur sempre rimanere in carreggiata.

10 – scriverci una mail – a questo indirizzo per l’esattezza info@collettivohmcf.com perchè non andiamo da nessuna parte senza comunicazione.

Per concludere ci piace vedere come la cittadinanza smuova il proprio umore e qualche volta pure il testosterone quando vengono pubblicati articoli del genere. Noi a testa bassa continuiamo ad ascoltare, spesso non capiamo le posizioni arroccate e integraliste di alcune personalità che fingendo una totale indifferenza, rallentano un processo che sta andando avanti passo dopo passo e che noi, nel nostro piccolo rendiamo piccolo su questo spazio dove NON facciamo click baiting vogliamo sia diretto e senza troppi filtri. Non è questa una guerra di onestà, qui l’unica cosa che conta è la chiarezza fin dal passo numero due. Forse, questo. Tenete a bada i bolenti spiriti.


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