Il mio inutile voto di protesta

25 gennaio 2018,   By ,   0 Comments

Come ben sapete il 4 Marzo in Italia si voterà per eleggere – lo copio da qualche sito autorevole e cito la fonte, così evito di fare figure di merda che poi sbaglio la dicitura corretta ed è un casino:

Si voterà per l’elezione dei 630 deputati e dei 315 senatori elettivi della XVIII legislatura, ovvero per il rinnovo dei due rami del Parlamento – il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati. Il voto sarà regolamentato dalla legge elettorale italiana del 2017, soprannominata Rosatellum bis, che troverà la sua prima applicazione

(fonte governo.it)

Ho sempre votato nella mia vita, qualsiasi cosa possibile da referendum ad amministrative, passando per regionali, primarie e nazionali. Ho sempre votato circa nello stesso punto, a sinistra del Partito più grande di centrosinistra. Non sempre nella stessa coalizione, ma spesso. Verdi, SEL, Tsipras (mi pento amaramente) e qualche croce disgiunta ai Radicali (ne vado piuttosto fiero, non so perchè). Prima di questa campagna elettorale mi sono imposto le seguenti regole per vivere una vita migliore dietro la tastiera:

  • non attaccarti con i Grillini, non farlo mai, rispetta il loro impeto e se riesci le loro idee;
  • non offendere il Partito Democratico per la comunicazione digitale. Non fare il saccente, dietro ci sono dei grandi professionisti (o così dicono);
  • non sbattere la testa contro un muro quando leggi le scelte politiche di Liberi e Uguali, non vale la pena farti del male;
  • non leggere mai quelli che stanno a sinistra sinistra perchè potresti tentare il suicidio;
  • non elogiare Berlusconi. Non farlo anche se lo vedi in forma splendida da Barbara D’Urso;
  • non commentare Pier Ferdinando Casini. Non farlo mai. Casini è sempre stato di sinistra. O così mi hanno detto;
  • non offendere Freeda, quel sito per le donne, altrimenti poi si incazzano tutti;
  • non scrivere mai “Giorgia Meloni è lontana dalle mie idee però in realtà ci vorrebbe una personalità così a sinistra”;
  • su Salvini non serve commentare, non avrai voglia di farlo, non c’è nulla d’aggiungere;

Quindi sono giunto alla conclusione che una persona deve andare a votare convinto, possibilmente felice e con quell’entusiasmo che la politica ha il dovere di trasmettere ai piu giovani. Io non andrò votare felice, non sarò arrabbiato, ma nemmeno entusiasta. Però sarò convinto.

Ho sempre guardato la politica per quello che mi presenta, senza particolare sogni, rivoluzioni o dietrologie. Alle volte quando parlo con persone strutturate maggiormente da un punto di vista storico e ideologico mi annoio un sacco. Sì, quelle che ti parlano parafrasando le teorie di quell’economista, oppure tirano fuori un libro di cinema Francese di metà anni 50, direttamente collegato (secondo loro) alla situazione Italiana attuale. Senza dimenticare che spesso le conversazioni degenerano ricordandomi che il partito x è finanziato dalla multinazionale, sfruttamento bambini, capitalismo eccetera, purtroppo eccetera. Farò quindi un voto di protesta e inutile. Inutile perchè sono consapevole che finirà esattamente come 5 anni fa, senza dimenticare che per cambiare il sistema – in peggio o in meglio non possiamo saperlo –  c’era una possibilità, quella possibilità secondo democrazia non è passata. Amen. Sarà di protesta perchè in uno scacchiere politico moderno e con questo tipo di legge elettorale votare un partito di minoranza conviene. A sè stessi perchè, qualunque cosa si possa pensare, è complesso non trovare qualcosa, che seppur in minima parte, ti rappresenti. E poi sarà un voto di protesta perchè fra il peggio e il meno peggio, voglio dare una chance al peggio.

Che poi è una parte di me che ho sempre combattuto, magari è meglio per quello che è.

ps: voterò Partito Democratico


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