Non venire invitati alle feste open bar

26 settembre 2017,   By ,   0 Comments

Diciamolo, fare i blogger nel 2010 era una cosa che ti rendeva una persona migliore però in realtà non contavi un cazzo e non venivi manco invitato a qualche festa open bar. Ora invece è cambiato tutto, non conta scrivere bensì fare il blogger. Però di successo, tipo che se adesso ci mettessimo a fare copia/incolla di qualche recensione ma avessimo 10.000 follower, magari Mercoledì prossimo saremmo invitati a twittare in diretta attività culturali. Purtroppo no, oltre qualche stronzata priva di logica, non abbiamo più tempo per promuovere cose belle e ci dobbiamo concentrare sui nostri dischi e poco altro, tanto comunque alle feste open bar per twittare non ci andiamo perchè non vestiamo bene – porca puttttana.

Però nel mondo reale, quest’estate abbiamo fatto un tour nelle migliori feste glamour e scoperto un sacco di musica nuova e visto che il nostro sponsor ci ha suggerito di pubblicare un bel post in cui raccontiamo la nostra esperienza, partiamo dall’Australia, esattamente da Fremantle, piccola città portuale dove nascono i San Cisco che hanno rilasciato un album fresco, pulito e da muovere il sedere. Il singolo “The Distance” è stata una delle canzoni che abbiamo preferito nella selezione musicale fatta da un dj che vestiva con le camicie colorate, quelle da scemo però con i disegni delle banane e delle verdure.

Una volta poi siamo andati a fare un brunch a Londra, abbiamo conosciuto Frank Ocean e vestito come il dj che metteva musica in Australia ha iniziato a tirarci un gran pippone sui sentimenti, che lui non fa più parte di un certo ambiente e che dovevamo assolutamente ascoltare un suo amico, che aveva un progetto a metà fra l’indie rock e l’alternative pop. Si chiama Rex Orange County ed è forse la vera next big thing del 2017, capace di unire il gusto di Frank Ocean e la post tossicodipendenza di Mac De Marco.  Fortunatamente di tutte le storie sull’amore di Franco, abbiamo recuperato questo nome sul taccuino e non abbiamo pagato il brunch perchè era tutto a chilometro zero e ci scappava pure da cacare.

Decisamente più trasgressivo in cui abbiamo conosciuto Mavi Phoenix prima di diventare la colonna sonora di una nota pubblicità. Lei Austriaca, noi all’autogrill mentre tornavamo in after da un rave tra i monti lungo il brennero, la troviamo a mangiarsi una Rustichella in completo hangover. Ci ha regalato 4 euro per comprarci un bufalino e fortunatamente, aggiungendola su facebook ci siamo fatti prendere da questo video con tanto di cumbia sudamericana, rap, serpenti, campi da tennis e insomma, che cosa meravigliosa. Domani facciamo fare un paypal al nostro sponsor, così saldiamo i debiti.

Pensando alle tappe che non abbiamo fatto, un giorno ci siamo messi a guardare grazie a Livestream una diretta di un festino molto pettinato, dove tutti vestono con le magliette larghe piene di fantasie che costano un botto e abbiamo scovato Yeek, un probabile genio che in sostanza viene dal mondo hip hop, però aggiunge le chitarre per una formula molto semplice, quasi soul e a tratti blues. Mamma mia, una forza della natura. Adesso ci sentiamo su instagram è un tipo in gamba, ha delle belle magliette.

Uno che non viene mai invitato alle feste invece è Basenjii, produttoredellamadonna di certo non sconosciuto che fa collaborazioni e possibili tormentoni a cui basterebbe solamente un cazzo di invito per fare la nuova hit mondiale. Noi tifiamo per lui, prossimo anno, andiamo in vacanza con lui. Promesso vez.

Sì, sta roba è vecchia. Ha già più di un anno, ma come fai a scordarti questa canzone che abbiamo messo durante il viaggio? Black Party ha un nome d’arte bruttissimo, che non fa neanche ridere, però è bravo, non troppo originale ma innegabile come sappia raccontarla bene la sua musica.

Fuori tempo, forse stonato, ma di un malinconico che abbiamo passato una serata a organizzare una festa in cui non è venuto NESSUNO, solo per far ascoltare le canzoni di Cosmo Pyke, un tipo fortissimo, delicato e sbruffone.

L’arroganza di questo scritto probabilmente finirà nel mare di questa rete insieme ad altre stronzate, di buono da salvare c’è veramente poco, forse la condivisione musicale e quella volta che siamo andati a cena con Fabio Rovazzi, Franco Oppini e Samantha De Grenet, però questa è una storia che non possiamo raccontarvi altrimenti salutiamo tutti gli sponsor e poi come facciamo a mangiare? Ci vediamo alla prossima festa open bar in cui non saremo invitati.

 


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