Ibisco – BORAZZO CVLT#1

Per uscire dalla città di Bologna hai la possibilità di percorrere lunghe strade provinciali che partono dalle porte del centro storico e attraversano, prima la periferia dei centri commerciali, poi quella industriale e infine paesi in cui passa la corriera che molto spesso ha una numerazione fatta da tre cifre. Nel raccontare la musica di Ibisco, bisogna pur sempre avere bene in testa queste strade, come filo conduttore di un animo capace sì, di partire dalla provincia Emiliana ma in grado di trasportarti nell’Inghilterra post-industriale. È un nuovo modo di scrivere le canzoni, che prende vita dalle strade di campagna, di notte al buio, con lo stereo a fare da colonna sonora, dove quando non c’è la nebbia, si riescono persino a vedere le stelle. Ma attenti, non è tutto così retorico e dai buoni sentimenti, anzi, non fai in tempo a parcheggiare la macchina per pisciare nei campi che all’orizzonte vedi illuminazioni artificiali, cemento e industrie. Nubi bianche e l’idea di un cielo terso non c’è più. Le immagini sono ben chiare in testa quando si tratta di ascoltare quest’autore, ma restiamo in attesa di trovarlo in universi più selvaggi e disgraziati, scanzonati sì, ma nei pub peggiori della provincia industrializzata, laddove mentre i borghesi stanno riposando, noi siamo a consumare l’ultimo bicchiere.

IL BORAZZO CVLT PREVEDE CHE OGNI ARTISTA SI METTA IN CONSOLLE E FACCIA GIRARE 30 MINUTI DI MUSICA IN PODCAST DA ASCOLTARE QUI SOTTO, ED È SOLAMENTE UNA QUESTIONE DI BUON GUSTO.

Ibisco nasce a Bologna nel 1995 e vive in provincia, dove forse morirà anche. Canta le travagliate dipendenze come scritte sui muri, sogna Manchester, Berlino, Dalla e i Joy Division. I pezzi nascono sottovoce nella noi dei cessi del lavoro dipendente.

††MEGADROP†† – si respira su bandcamp

Come sempre di Venerdì le nuove uscite discografiche e le mega playlist da scalare per raggiungere il successo degli stream. Vabbè ok, stronzate. Qui invece, dopo una ricerca ossessiva siamo tornati al 2010 – come facciamo da qualche mese – e quindi siamo volati a provare la nuova user experience di bandcamp che resta tutt’ora la piattaforma preferita dai progetti musicali perché permette sia di vendere musica e merchandising direttamente al fruitore, ma soprattutto detiene una fortissima cerchia di appassionati e addetti ai lavori, attenti a sostenere gli artisti veramente indipendenti e i movimenti culturali creati dal basso. Se su SoundCloud – come abbiamo studiato con il primo approfondimento di ††MEGADROP†† – vale più o meno tutto a livello di pubblicazione, qui invece il livello qualitativo si alza decisamente e la newsletter settimanale pubblicata dal portale stesso lo testimonia. Noi abbiamo deciso di raccogliere un pò di materiale interessante rilasciato nell’ultimo periodo, made in Italy ma non solo, notando che anche Gianni Agnelli dalla sua camera ha fatto la sua personalissima wishlist sul portale (funzione veramente ok).


Qui dentro troverete un progetto veramente interessato realizzato da Museek x il Moninga Festival che ci porta in un altro/alto spazio sonoro, qualche nuovo meraviglioso progetto della triade – WWNBB – To Lose La Track – V4V (che pezzone) e poi ambiziosi sentieri. musicali con Il quadro di Troisi di cui siamo già innamorati, il nostro amico Stèv che speriamo di vedere presto a lavorare per il cinema di alto livello e molto altro. Rap, post soul, elettronica e persino dei cantautori Italiani nuovi, crudi, reali, mica figurine. C’è un mondo qui che si muove, respira e soprattutto fa respirare, perchè ogni Venerdì ormai c’è una bulimia musicale che toglie ogni tipo d’entusiasmo. Mettete le cuffie, respirate anche voi su bandcamp.


††MEGADROP†† è un nuovo percorso che abbiamo creato con la naturale esigenza di condividere e ascoltare nuove proposte, la copertina è di @nonseguirminoncapisci, se avete voglia, proponeteci le vostre canzoni su info@collettivohmcf.com la pubblicazione è gratuita, non chiediamo soldi e non vendiamo un cazzo di niente. Fate voi, respirate un pò qui con noi.

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