the next big thing 2018

05 febbraio 2018,   By ,   1 Comments

Quello che ci ha contraddistinto in questi anni di onorata attività è semplicemente non sbagliare mai o quasi, questo genere di articoli. Che poi gli addetti ai lavori osservano, prendono appunti e vanno a fare i fichi negli aperitivi a chilometro zero. Però il bello del gioco è proprio questo, il tuo artista preferito passa per forza di qui, facci caso e ascolta dai.

A me l’ITPOP fa cacare. Non tanto per gli artisti ma per i meme che non fanno poi così tanto ridere anzi, mi ricordano le battute da cinepanettone. Tolto lo sfogo da radical sfiga, ENNE invece non è male, anzi. Porta avanti la bandiera dell’ITPOP, esulta per l’orgoglio ITPOP, fa un progetto musicale che definisce ITPOP e non condividerà mai questa recensione perchè parlo male dell’ITPOP, però vale molto di più dell’ITPOP, dei meme, dei cinepanettoni e del trend topic di questo scritto.

I Mòn sono magia perchè possono davvero portare a un pubblico più ampio, una formazione e un sound ben strutturato e ormai atipico per l’estetica contemporanea della fottuta musica alternativa. Non c’è molto da dire, sono proprio bravi.

Bologna è quella città dove per forza di cose, devi aver ascoltato musica hip hop old school altrimenti non vali un cazzo. Drefgold ha rimescolato le regole del gioco, stuzzicando al pop con ritornelli funzionali, suonando trap e incastrando anche hip hop. Sono sempre stato affascinato dagli ICONOCLASTI perchè sanno giocare, consapevoli di poter perdere.

Musica è anche provarci. Magari non prendendosi sempre sul serio e fumando quelle 10/15 sigarette senza pensare ai danni della tua salute, perchè sperimentarsi e incontrare nuove sfaccettature di sè stessi è importante quanto non pensare alle conseguenze delle tue azioni. Fosco17 è come se Cesare Cremonini dopo 15 sigarette e 3 grappini cantasse Carl Brave x Franco 126. Vi do una piccola anticipazione senza che nessuno si offenda: sarebbe molto meglio dell’originale.

Non sarà originale l’anonimato eppure mosse del genere ti mettono in condizione di non poter sbagliare altrimenti il rischio cacata é dietro l’angolo. Noan ad esempio costruisce tutto alla perfezione lavorando sulla storia piuttosto che sulla “non” immagine; il tutto sembra presagire a un sogno in grado di darci grandi soddisfazioni.

Il 2018 sarà anche l’anno della riscossa femminile. HÅN ha un songwriting educato e particolare, capace di poter arrivare a toccare certe corde e questo non è poco, in attesa della definitiva consacrazione.

Dei Red Lines abbiamo già parlato un sacco. Hanno semplicemente bisogno di trovare la chiave giusta da inserire e poi finalmente, un progetto musicale che ci possono guardare dall’estero e invidiare. C’è tutto, basta scoprire il mazzo.

L’accoppiata maschile/femminile nel mondo hip hop (o derivati) ultimamente funziona parecchio, con gli Era Serenase poi prendo il decollo perchè privi di quella patina hipster Milanese, risultano più autentici e dritti al sodo. Questione di tempo, non di spazio.

Vai a capire cosa passa per la testa dei giovani under 21 in questo periodo. La Trap, Genova, Young Slash e una certa attitudine sprezzante che mi rende davvero invidioso. Qui c’è tutto per il successo, forse troppo, però ormai non ho più 19 anni.

Gli Hermit sono un gruppo musicale che un paio di anni fa avrebbe davvero fatto il botto. Ora le mode son cambiate eppure la loro idea di musica è un tentativo doveroso in questo panorama a cui augurare solamente il successo. Per loro ma anche per noi.


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