This is not a lost song

16 novembre 2016,   By ,   0 Comments

In questi mesi abbiamo ascoltato tanta musica per davvero. This is not a lost song è un grido di ascolto, una richiesta di dettagli e quello che non è mai stata una trasmissione piuttosto orrenda di metà anni 70 chiamata superclassificashow. Una lista di brani/dischi/artisti veramente indipendenti, veramente sconosciuti di ogni genere che abbiamo ascoltato. Non c’è una classifica e nemmeno dei voti, sono solamente dischi che non vanno nascosti, pronti a suonare almeno ancora una volta, più di una volta, forse tutti i giorni, nei vostri spazi e lungo i vostri pensieri. Qui soddisfiamo tutti gli ascoltatori quindi smettiamola con questi pipponi da leggere e mettiamoci subito con le cuffie ad ascoltare, poi magari supportate questi artisti, magari no. Vedete voi. This is not a lost song guys.

Le quote gridate della giornata vogliamo lasciarle a un gruppo chiamato Yo Sbraito che ci mette così tanto cuore da stenderti sopra il letto in attesa di dormire. Romantici poetici di un genere che non può perdersi in qualche palco sudato ma deve assolutamente essere capace di salire ad alto volume nello stereo delle persone. Fantastici, emotivi, hardcore veramente e non per finta.

Il funk contemporaneo mi annoia un sacco. Devo ammetterlo. Però la visione punk degli Atomik Clocks è qualcosa di sublime, pianificabile ad ogni ora del giorno con quei suoni ruvidi ma delicati e pieni di energia capaci di essere colonna sonora perfetta e inaspettata delle tue giornate, sempre e ovunque. Scaricate tutto qui per l’amore del cielo.

Gli Aftersalsa sono un gruppo di cui si parla piuttosto bene ultimamente. Hanno rilasciato un singolo a metà settembre che non è passato inosservato. Il disco è una ballata di qualità che guarda all’estero, con la consapevolezza di voler riempire un settore che in Italia troppe volte rimane poco espresso non sempre per colpa degli artisti ma di una parte degli addetti ai lavori troppo dedita al trend del momento. Potete scaricarvelo qui se volete rimanere aggiornati su questi ragazzi.

Questi sono Dinosauri però fanno musica allegra. Non è mica estate, nemmeno primavera e dagli alberi le foglie ormai stanno cadendo però, però, però il primo singolo che hanno rilasciato lo scorso Aprile è doveroso ascoltarlo anche ora poichè non possiamo mica rassegnarci alla cadenza del tempo per capire (e sperare) che un certo tipo di musica non passi mai inosservata. Ciao Nobody Cried For Dinosaurs!

Lui mi ha colpito poichè una nota rivista ha scritto un titolo del tipo “il James Blake Italiano” e con un mare di scetticismo ho aperto e ascoltato. In realtà secondo il mio modesto/umilissimo/banale parere di James Blake non c’è proprio nulla però le sue produzioni sono molto interessanti e richiamano ad atmosfere decisamente passate ma pur sempre contemporanee. Il suo singolo Why Us è un martello che ti entra in testa e meriterebbe qualcosa in più di un titolo su una rivista piuttosto affermata anche perchè brano sapientemente realizzato, per nulla noioso e incisivo nell’ascolto. Fade non lo spegni, non riesci a farlo perchè non sarebbe giusto. Fade è vivo, bravo e non è James Blake. Meglio così.

Il future soul è una cosa difficile da realizzare. Bisogna esser sinceri quando si parla di generi così ambiti soprattutto perchè parlare di generi nel 2016 è molto pericoloso. Il lavoro di LNDFK è qualcosa di prelibato, da sentire con grande cura e nel minimo dettaglio perchè non lascia proprio nulla al caso. Lasciamo perdere la sensualità dei brani, le alchimie vocali con la traccia ma concentriamoci su questo mood davvero entusiasmante per la miscela di mondi che può portarsi dietro. Un party esclusivo, la serata appena trascorsa, della sana compagnia e una tazza di latte domani mattina. Riesce a colpire ed affondare, innamorare e non disperare, rendere felici e non esser malinconici. Complimenti, bravi tutti.

L’idea di fare un disco emo-acustico meriterebbe già un nobel per la pace. One Glass Eye riesce a toccare le corde giuste (non sono in senso metaforico) e rapisce, coinvolge ma soprattutto rende merito alla velata tristezza. Ora il futuro ancora è difficile da percepire, probabilmente nessuno può sapere cosa accadrà domani nelle nostre vite però la consapevolezza che questo disco non potrà mai passare in televisione/radio mi fa sentire meglio, quasi da potermelo godere in silenzio. Nella stanza vuota o in quei viaggi con la macchina dove la radio non prende quasi mai. Prezioso.

Uno dei dischi più interessanti di questo 2016 è stato sicuramente quello dei Funk Rimini. Un progetto musicale che vede nella dimensione live il territorio necessario per poter sviluppare tutti gli aspetti della propria produzione; se avete bisogno di organizzare un concerto e far muovere il pubblico, se avete bisogno di organizzare un concerto e far emozionare il pubblico, se avete bisogno di fare un rave e non consumare troppe droghe sintetiche e infine se avete bisogno di dire alla vostra compagna/o che vi sposerete, beh questo è il disco giusto che portato dal vivo coglie tutte le sfumature fondamentali della vostra vita: rave, matrimonio, emozione e sudore. Non è l’orgasmo violento ma il lento piacere di passare una mattinata abbracciati, magari dopo un rave, magari dopo un matrimonio, questo decidetelo voi.

La prima è andata così. Qualcuno leggerà, altri proprio non saranno interessati. Se volete segnalare dischi perduti di recente o cose utili al quieto vivere mio e di molte altre persone c’è questo indirizzo mail -> info@collettivohmcf.com dove ascoltiamo un sacco di cose. Potrebbe essere utile o forse no. Grazie.

 

 

 


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